Claudia Rossetti (Crisalidi)

“Dipingere è una fortissima emozione che fa parte di me sin da quando ero molto piccola. Ho cercato di esprimere negli anni , le sensazioni che provavo durante la mia crescita attraverso i colori. Dipingo quando sono felice, quando ho voglia di esprimermi, quando sogno, e quando piango. Mi avvicino alla pittura a soli 6 anni per gioco, grazie ad un vicino di casa pittore . Imparo a disegnare con la sola, fredda punta della matina. Diplomata presso il Liceo Artistico nel 2001, mi esercito a :”Disegnare senza disegnare” cercando di mettere in pratica l’insegnamento del mio insegnante di Figura Uberto Rotondo. Disegnare attraverso le emozioni ciò che i miei occhi osservavano, senza troppo soffermarmi alla linea ma gettandomi violentemente sulle tele . Con gli anni sono stata messa di fronte a diverse scelte artistiche , e tutt’ora , sento di voler scegliere percorsi da seguire senza costrizioni, senza schemi preconfezionati. Sono anticonvenzionale. Mi piace la sperimentazione e le CRisalidi rappresentano un pò il tutto di Claudia Rossetti. Passo dalla figura eterea a paesaggi Fantarealistici, con rapidità realizzando diverse opere .” 

La prima occasione espositiva le viene proposta a soli 17 anni da un socio dell’associazione cattolica U.C.A.I che la coinvolge in una collettiva presso il battistero del duomo di Treviso. 

L’opera rigorosamente iconografica, rappresenta l’unico tentativo di arte sacra della pittrice, che fu realizzato la notte prima del giorno previsto per la vernice, questa velocità di realizzazione diventa una caratteristica dominante nel Modus operandi di Claudia. 

Il colore è il padrone indiscusso di tutte le opere della Rossetti , ma dedica particolare attenzione anche ai disegni “Black & White” che , compongono un filone molto ricco di progetti basati sulla linearità del segno . Da questi disegni nel 2015 nasce l’idea di scrivere il primo libro “Liberamente libero la mente “ raccolta che comprende un lavoro a 4 mani realizzato con l’amico artista Mirco Venzo sulla base dei disegni realizzati in molteplici momenti dello stesso anno. E’ la fondatrice assieme a Stefano Bergamin della compagnia libera di artisti , Artescalza , nata nel 2014 con la quale propone eventi strettamente legati al mondo dell’arte. E delle Performance. Nel 2015 inizia il suo percorso di artista performante , realizzando opere accompagnata da , musicisti, attori e cantanti, importante il suo primo lavoro “Teatrale” , proposto a Vazzola , “Il tempo di una caraffa di Vino, possibilmente raboso”, una miscellanea di considerazioni sull’arte proposta giocando con la scetticità e l’incapacità di comprenderne il significato che , caratterizza la maggior parte del pubblico.Per questo progetto coinvolge diversi artisti provenienti da percorsi molto differenti dal suo, Sergio Serraiotto, Franco De Mas , Evelyn Tognazzi e Valerio Pavan. Importante la collaborazione con il cantante e amico Massimo Francescon per il quale illustra con i suoi Black & White il nuovo album “Cuore Nero”. Nel 2016 partecipa 12 anni dopo la prima edizione al Longarone Fiere con la Web art di Franco Fonzo. Sempre nel 2016 esce la seconda pubblicazione con il “Catalogo degli artisti scalzi” nel quale approfondisce la sua idea di libera espressione artistica arrivando poi alla conclusione di aver creato una vera e propria palestra dell’arte dove, si esercita ogni giorno nelle varie espressioni delle belle Arti, toccando la poesia, la recitazione e riprendendo in mano nel 2017 anche il canto . Nello stesso anno (2017) porta nella sua città ad aprile la prima fiera dell’arte dedicata al movimento artistico del Fantarealismo del quale è sostenitrice da qualche anno , essendo amica del ideatore di questa nuova 

filosofia artistica e sociale Valter Milanato. La fiera sviluppata su 4 giornate, ed organizzata in collaborazione con il gruppo Basso , promuove oltre 60 artisti provenienti da diverse località venete , organizza inoltre come eventi collaterali un concerto di cantautorato con Giorgio Barbarotta, un Contest di danze orientali con le “Ya banat” e le “Suenos Y Son” , una serata di Musica Jazz con l’amico Ivan Biasi contrabbassista dei Giazzati 4ET ed a conclusione un concerto Celtico con le Aradya gruppo di Noale. Durante la fiera porta in scena alcune performance , una diretta dal Regista Vilfred Elio Moneta su idea della pittrice Evelyn Tognazzi, l’altra realizzata con i soci Stefano Bergamin e la ballerina Mayra Ines Bruni. Claudia si dedica anche a promuovere iniziative per il mondo dell’infanzia, portando a Treviso nel 2016 un primo progetto da Guinness “Km per l’infanzia “ 1400 metri di teli dipinti con mani e piedi (Feet-art) un messaggio contro la violenza sui bambini. Nel 2017 porta invece, sempre a Treviso ,il “Tondo Giro” dei diritti dell’infanzia costituito questa da 2500 tele di piccole dimensioni 20*20cm dipinte dai bambini . Questo risulta essere un progetto itinerante che, si sta muovendo per le piazze venete , ma viene richiesto anche in altre regioni italiane. A Giugno del 2017 partecipa assieme ad un piccolo gruppo di 10 artisti Scalzi alla mostra Internazionale dell’arte organizzata a jesolo dal’associazione Rossso Veneziano del maestro d’arte Bruno Lucatello, con lui ad agosto viene coinvolta per una nuova colletiva nel cuore pulsante della città di Firenze. Grazie a questa collaborazione riesce a mettere in scena una nuova performance , “Hands Off” coinvolgendo un gruppo piuttosto numeroso di soci e amici artisti. Questa opera, è dedicata sempre al mondo dei bambini, ed è un messaggio vivo contro la violenza sui minori oltre che un chiaro esempio della bellissima collaborazione ed amicizia tra artisti molto diversi gli uni dagli altri. Da qualche mese presenta con il braccio destro Stefano un programma radiofonico su Radio Gamma 5 , intitolato ovviamente “Artescalza “ . 

Inizia il suo percorso artistico scegliendo di utilizzare gli acrilici e , acquarellandoli su pannelli telati, realizzando un progetto dedicato alla sua ricerca artistica della figura umana , predilige il nudo femminile che viene subito semplificato in un gioco di curve astratte. 

Non dipinge i volti perchè non le interessa lo studio del particolare ma vuole trasformare la fisicità anatomica in una dimensione quasi eterea. 

Cambia spesso supporto, passando dalle tele ai pannelli , a strutture lignee , lavorando anche sul calcare sul cuoio e su tessuto. 

Realizza solo 8 tele ad olio, preferendo la rapidità di asciugatura degli acrilici , questi 8 lavori sono anche i suoi unici paesaggi estrapolati dalle immagini di un viaggio in Toscana. 

La nascita della figlia nel 2010 la porta a scegliere una tavolozza di colori dalle tonalità più forti e decise , questo spingendola a costruire nelle sue opere dei racconti , rappresentati da immagini di figure per lo più di profilo. Nelle sue tele da quel momento in poi si leggerà chiaramente una ricerca biografica di sé stessa. La morte del padre , tre anni dopo la spingerà a scegliere oltre ad una tavolozza già ricca anche una chiave di lettura più complessa, aggiungendo questa volta geometrie e spazialità completamente differenti. Ciò che le interessa è comunicare al mondo il suo sentimento contrastante nei confronti di una gioia materna e di una tristezza resa ancora più cupa dal lutto subito nella sua famiglia. 

Decisa ad evolversi ed a cercare strade sempre diverse, la contaminazione con altri artisti dato il suo impegno di organizzatrice d’arte, la porta a spingersi oltre la tela, cercando con la poesia, e con la recitazione di proporre al suo pubblico una chiave di lettura nuova. 

Cerca di far vivere le sue opere attraverso sé stessa.