Antonio Lavina

Antonio Lavina nasce a a Tambre l’8 febbraio 1947, si trasferisce poi a Treviso nel 1978 dove frequenta la scuola di pittura figurativa seguito dal Prof. Sergio Favotto. E’ iscritto alla associazione “TAVOLOZZA TREVIGIANA”. Ha al suo attivo più di cento mostre personali e collettive, partecipando a vari concorsi, ottenendo riconoscimenti e l’interesse della critica, per la sua originale ricerca pittorica. Le sue tecniche usate: acrilico, acquerello, tecnica mista.

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Il percorso di Antonio Lavina si sviluppa in una ricerca artistica che spazia dal figurativo all’astratto, suscitando l’interesse della critica attraverso mostre e riconoscimenti.
Molteplici sono i riferimenti a correnti o a movimenti del passato, dall’informale agli sviluppi degli anni sessanta e settanta, completamente rielaborati dall’esperienza interiore e soggettiva dell’artista. Le opere spesso sono polimateriche, tanto da essere definite “pittosculture”, distinguendosi per l’impiego di elementi plastici lavorati con un fare istintivo, gestuale ed espressivo.
Lamine di alluminio, forme di polistirolo, fili metallici spesso si combinano e si fondono con il colore steso attraverso la libertà e l’immediatezza del gesto.
I pigmenti sono esaltati per i loro valori materici: a volte appiono densi, plasmati, incisi o graffiati dal fare dell’artista, a volte sono invece liquidi e colano liberamente seguendo il movimento quasi musicale del dripping.
In altri casi il colore perde la sua consistenza e vaporizzato dalle bombolette spray o diluito fino alla trasparenza si espande sulla superficie formando leggere macchie irregolari.
Le decise e dense stesure a spatola o le macchie vaporose determinano uno spazio profondo e indefinito, scandito in alcune opere da segni rettilinei che rievocano un principio di costruzione geometrica.
Emerge una singolare sensibilità verso il fare pittorico vissuto con particolare coinvolgimento emotivo, per cui l’opera nasce e si definisce lentamente durante l’attuarsi del processo creativo.
I lavori di Antonio Lavina quindi non prevedono una fase progettuale preliminare: ogni opera “si sviluppa nel suo farsi“. L’azione diretta del gesto costruisce e definisce la composizione attimo dopo attimo e il risultato piano piano emerge davanti agli occhi dell’artista, quasi come spontanea e naturale evoluzione.
Proprio attraverso questo particolare modo di sentire la pittura, Antonio Lavina vive e interpreta la realtà contemporanea.
Gli eventi anche drammatici segnano la storia di oggi, scuotono la sensibilità e divengono spesso motivo ispiratore che spinge l’artista verso una personale riflessione.
In tale senso il colore, la materia e la forma acquistano una valenza simbolica diversa nel contesto  di ogni singola opera: così la fragilità e la delicatezza delle farfalle può rievocare l’innocenza e la tenerezza dell’infanzia stroncata o il rosso acceso può divenire “atto di denuncia” della violenza sulle donne.
Il fruitore è invitato attraverso le molteplici sensazioni a un percorso di riflessione, stimolato e a volte provocato dalle libere percezioni dei valori plastico-cromatici.
Lontano da una visione dell’arte puramente individualistica ed esistenzialista, Antonio Lavina vede nella pittura la possibilità di comunicare e di instaurare nuove relazioni con il fruitore partecipe della realtà contemporanea.

Cell.: +39 328 549 9220

Email: antonio.lavina@alice.it

Profilo Facebook: Antonio Lavina